Il tirocinio formativo: un'opportunità per le aziende


Introdotto dalla legge 196/97 e regolamentato dalla legge regionale n°1 del 4 marzo 2019 in vigore dal 01/07/2019, per facilitare l'inserimento lavorativo dei Giovani, il tirocinio formativo è uno strumento che permette di effettuare esperienza diretta in una realtà aziendale.
Si ricorda che il tirocinio non costituisce rapporto di lavoro subordinato e successivamente al tirocinio formativo si potrà instaurare un qualsiasi tipo di rapporto di lavoro compreso quello di apprendistato.

 

Durata del tirocinio

● La durata minima del tirocinio non può essere inferiore a 2 mesi. Nel caso in cui il datore che ospita il tirocinante svolga un'attività stagionale la durata minima è di 1 mese
● La durata massima dei tirocini, comprensiva di proroghe, non può essere superiore a 6 mesi

Presupposti e condizioni di attivazione

Il soggetto ospitante deve:
(a) Essere in regola con la normativa sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro
(b) Essere in regola con la normativa sui disabili (legge n. 68 del 1999 e sue successive modifiche)
(c) Non fruire della cassa integrazione guadagni straordinaria, per attività equivalenti a quelle del tirocinio, nella medesima unità operativa, salvo specifici accordi con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative che permettano in questo caso l'attivazione di tirocini; il soggetto ospitante che ha in corso contratti di solidarietà di tipo "espansivo" può attivare tirocini
(d) Non essere sottoposto a procedure concorsuali, salvo specifici accordi con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative che permettano in questo caso l'attivazione di tirocini
(e) Fatti salvi specifici accordi con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative che permettano in questi casi l'attivazione di tirocini, non avere effettuato licenziamenti, salvo quelli per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo, nei dodici mesi precedenti l'attivazione e nella medesima unità operativa, di prestatori già adibiti ad attività equivalente a quella prevista nel progetto formativo individuale dei tirocinanti, rientranti in una delle seguenti ipotesi:
(1) licenziamento per giustificato motivo oggettivo;
(2) licenziamento collettivo;
(3) licenziamento per superamento del periodo di comporto;
(4) licenziamento per mancato superamento del periodo di prova;
(5) licenziamento per fine appalto;
(6) risoluzione del rapporto di apprendistato per volontà del datore di lavoro, al termine del periodo formativo.

Numero di tirocinanti ospitabili e deroghe

Il numero massimo di tirocinanti ospitabili contemporaneamente è in relazione ai dipendenti assunti a tempo indeterminato (esclusi gli apprendisti) nonché a tempo determinato (con data inizio contratto a termine anteriore alla data di avvio del tirocinio e scadenza successiva alla fine del tirocinio):
(1) da 0 a non più di 5 dipendenti: 1 tirocinante;
(2) tra 6 e 20 dipendenti: 2 tirocinanti;
(3) 21 o più dipendenti: il 10% dei dipendenti.
In deroga ai limiti sopra esposti, i datori ospitanti possono attivare un tirocinio per ogni assunzione di tirocinante ospitato nei ventiquattro mesi precedenti, fino ad un massimo di quattro tirocinanti. Si specifica che i contratti di lavoro subordinato debbono avere una durata di almeno sei mesi e possono essere anche a tempo parziale, se la riduzione di orario non eccede il 50 per cento.

Divieti a carico del soggetto ospitante

E' vietato:
● adibire i tirocinanti a ruoli o posizioni proprie dell'organizzazione del soggetto ospitante;
● sostituire con i tirocinanti il personale in malattia, maternità, ferie nonché in sciopero;
● operare in sostituzione di lavoratori, subordinati e non, in presenza di picco delle attività;
● attivare un tirocinio formativo laddove il tirocinante abbia prestato l'opera per il soggetto ospitante, nei due anni precedenti, come lavoratore subordinato o con qualunque altra forma contrattuale. Costituisce unica eccezione il caso in cui il tirocinante abbia svolto prestazioni di lavoro accessorio per conto del soggetto ospitante, per non più di 30 giorni, anche non consecutivi, nei 6 mesi precedenti l'attivazione.

Rimborso spese per il tirocinante

E' previsto l'obbligo di corrispondere al tirocinante un'indennità mensile di partecipazione di almeno €450,00 laddove il tirocinante partecipi alle attività per almeno il 70% della durata, su base mensile, del tirocinio.
Ai tirocinanti che percepiscono il trattamento ASPI o forme di ammortizzatori sociali (indennità di mobilità o integrazioni salariali) non deve essere riconosciuta l'indennità di partecipazione.
L'impresa ospitante dovrà rilasciare al tirocinante, ai fini fiscali, la certificazione dei redditi percepiti.

Autorizzazione e verifica regionale dei tirocini

I tirocini formativi sono attivabili solamente dopo la verifica informatica della documentazione da parte dall'Agenzia regionale per il lavoro dell'Emilia-Romagna.
L'Agenzia verifica l'idoneità e la congruenza delle comunicazioni effettuate dai soggetti promotore ed ospitante dopo 10 giorni dal recepimento della documentazione.

Monitoraggio e vigilanza

L'Agenzia regionale per il lavoro dell'Emilia-Romagna monitora i requisiti di accesso dei tirocinanti, il percorso formativo previsto nei progetti individuali e gli eventuali inserimenti lavorativi successivi al tirocinio. La Regione promuove, anche perseguendo la più stretta integrazione con il Ministero del lavoro, la qualità e il corretto utilizzo dei tirocini prevenendo le forme di abuso. L'Agenzia definisce con proprio atto, in modo coordinato con altre eventuali rilevazioni di risultato richieste dall'amministrazione, un formulario di valutazione del tirocinio, da compilarsi da parte del tirocinante al termine dell'esperienza. Il formulario è trasmesso all'Agenzia regionale per il lavoro dell'Emilia-Romagna da parte del soggetto promotore.

 

Contattaci per maggiori informazioni

Mail: tirocinio@iscombo.it
Tel: 051.4155711