Banchine in via Irnerio, Mille e Marconi - Dichiarazione di Renato Nucci Presidente Comitato Palasport

Dichiarazione di Renato Nucci, Presidente della Circoscrizione Cittadina Ascom Porto-Saragozza e Presidente del Comitato Palasport, sull'incidente avvenuto ieri in Via Irnerio in prossimitÓ di una banchina di fermata bus
"Nel maggio del 2017 come Comitato Palasport, in collaborazione con Confcommercio Ascom Bologna, consegnammo all'Amministrazione Comunale oltre 2000 firme di cittadini e commercianti per richiedere la rimozione delle banchine del Crealis posizionate al centro delle Vie Irnerio, Mille e Marconi. Tanti erano stati gli episodi gravi di incidenti avvenuti negli anni precedenti. Il Comune allora rispose dicendo che le banchine di via Irnerio non risultavano assolutamente  pericolose. Ho partecipato, una settimana fa, a un incontro al Quartiere Porto Saragozza  sulla mobilitÓ sostenibile e al primo posto c'era la sicurezza dei pedoni e dei ciclisti. Non mi sembra, quindi, che su via Irnerio si tutelino soprattutto i pedoni. Questo nostro appello, sottoscritto da tanti bolognesi, voleva evidenziare la pericolositÓ delle banchine ed i rischio di incidentalitÓ per i pedoni in attraversamento e stazionamento. Ieri in prossimitÓ di una banchina di fermata si Ŕ verificato l'ennesimo gravissimo episodio che merita l'avvio di una seria riflessione da parte dell'Amministrazione Comunale per la rimozione di queste fermate. L'originario progetto di filovia con corsie preferenziali al centro della strada con banchine centrali ha aumentato l'impatto del traffico dei mezzi del trasporto pubblico creando situazioni di congestione, inquinamento e pericolositÓ negli attraversamenti. Inoltre, come pi¨ volte sottolineato, i portici possono essere delle pensiline naturali, proteggono dal rischio investimento negli attraversamenti ed evitano ai cittadini di salire sulle attuali fermate strette e lunghe posizionate al centro della strada, creando tra le altre cose problemi di accessibilitÓ per anziani, disabili e utenti deboli".

 
 

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