Il PUMS deve essere lo strumento per promuovere la mobilità delle persone ma anche l'operatività delle imprese

Confcommercio Ascom Bologna avvia un percorso di consultazione dei soci per presentare le sue osservazioni

Sul nodo della mobilità nella città metropolitana Confcommercio Ascom Bologna ha espresso più volte la richiesta di trovare risposte adeguate e concretamente realizzabili alle esigenze di spostamento di persone e imprese.

La possibilità di muoversi è un diritto che va assicurato, sia pur nel rispetto dell'ambiente, perché concorre ad aumentare la qualità della vita dei cittadini e costituisce un fattore di sviluppo economico e turistico fondamentale per le imprese.

Confcommercio Ascom Bologna nelle prossime settimane sarà impegnata nella lettura attenta del PUMS adottato dal Consiglio della Città Metropolitana e costituirà al proprio interno un gruppo di lavoro che sarà guidato dal Vice Presidente, Valentino Di Pisa, nella sua veste di Coordinatore della Consulta del Commercio e dal Direttore Generale, Giancarlo Tonelli. L'obiettivo sarà quello di coinvolgere la base associativa nella formulazione delle Osservazioni da presentare entro l'11 marzo.

L'analisi sarà incentrata su vari aspetti e partirà dalla valutazione  delle premesse di valore  e degli obiettivi sottesi a questo PUMS che, in un quadro di promozione del territorio, non dovrà risentire di approcci ideologici ai temi della sostenibilità, ricercando invece un corretto equilibrio tra le varie forme di mobilità, inclusa quella privata.

L'orizzonte temporale di 10 anni e la prevista realizzazione di infrastrutture di trasporto in un arco di tempo non certamente breve saranno oggetto di un'analisi attenta perché il rischio è ancora quello di vedere attuati principalmente provvedimenti di divieto, facilmente adottabili ed implementabili, senza avere operative quelle alternative di trasporto pubblico concorrenziali al mezzo privato che Bologna e la Città Metropolitana attendono da decenni.

La mobilità costruita con i divieti è una modalità che a nostro avviso appartiene ad un passato che non vogliamo torni ad essere il presente perché cittadini e imprese sono state già penalizzate senza vedere alcun significativo miglioramento della mobilità sul versante del trasporto pubblico e delle reti stradali.

Quindi, Confcommercio Ascom Bologna si confronterà al suo interno per chiedere alla politica atti progettuali e amministrativi sulla mobilità che siano strategici, graduali, semplifichino la giungla di divieti, tengano conto delle grandi trasformazioni in atto sulle tecnologie, rispondano alla domanda di sosta privata e di carico e scarico, realizzino forme di mobilità sostenibile concretamente fruibili e sicure.

Il PUMS non dovrà essere un libro dei sogni, ma un piano strategico realisticamente attuabile. Ad esempio, sulla nuova rete portante di Trasporto Pubblico Metropolitano, sia su ferro sia su gomma, realmente competitiva rispetto all'uso dell'auto privata, sono troppi anni che obiettivi quali l'integrazione tariffaria e il potenziamento delle autolinee extraurbane, accompagnato da quello del materiale rotabile, si sono puntualmente confrontati con risultati poco soddisfacenti e comunque non ancora sufficienti a migliorare i collegamenti tra Bologna e l'area metropolitana. 

In merito al progetto di rete tranviaria sottolineeremo la necessità che esso preveda il mantenimento degli attuali livelli di sosta per un'accessibilità alle attività economiche anche promuovendo nuovi interventi compensativi con parcheggi a raso o sotterranei.

Un tema a parte sul quale si chiederà un'indicazione chiara alla Città Metropolitana è quello riguardante la decongestione dei flussi veicolari in tangenziale e gli interventi sulla rete stradale metropolitana di adduzione.

Il PUMS adottato fa riferimento ad uno scenario di 'reti per la mobilità' che, di fatto, dopo la comunicazione del Ministero delle Infrastrutture alla Società Autostrade sul progetto alternativo al Passante di Bologna, è rimesso fortemente in discussione con le risorse da investire non solo sul tracciato principale, ma anche sulle opere stradali accessorie.

Si dibatte di inquinamento dell'aria e si rischia di non intervenire sulle reti viarie. Una vera e propria contraddizione che rischia di avere conseguenze negative per cittadini e imprese facendo mancare inoltre una leva di sviluppo fondamentale per il nostro territorio e la sua competitività.

La politica è chiamata ad un atto di grande responsabilità nei confronti dei cittadini e delle imprese per risolvere un dibattito tra passante sud, passante nord, passante di mezzo e passante di Bologna che dura da trenta anni.

Sui temi evidenziati e su altri la nostra Associazione darà il suo contributo con osservazioni, critiche e proposte con l'obiettivo di concorrere all'obiettivo di assicurare la mobilità di persone e merci, di migliorare la qualità della vita di cittadini metropolitani e l'operatività delle imprese.



Enrico Postacchini
Presidente di Confcommercio Ascom Bologna



Bologna, 18 gennaio  2019

 
 

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