La Città Metropolitana di Bologna ha bisogno rapidamente di infrastrutture per gestire in maniera adeguata la richiesta di mobilità che arriva da imprese e cittadini

Un dibattito politico e tecnico sulle infrastrutture stradali che dura da più di 30 anni non può prolungarsi per un altro lungo periodo. Non ce lo possiamo più permettere perché la mobilità di imprese e cittadini è un fattore di sviluppo economico e turistico.

Le grandi opere accrescono l'attrattività complessiva e la competitività del nostro territorio in quanto connesse alla loro realizzazione vi sono altri importanti interventi sulla rete stradale di adduzione che sommati possono costituire una leva di sviluppo 

Inutile sottolineare che le vicende politiche e le contrapposizioni alle quali stiamo assistendo da mesi sul tema del Passante di Bologna, unite al decennale dibattito sul Passante Nord e sull'ipotesi di un tracciato a Sud, non contribuiscono a trovare una soluzione per decongestionare i flussi veicolari sulla tangenziale.

L'immobilismo che ne deriva, e che ha riguardato anche altre infrastrutture nel Bolognese come quelle del trasporto pubblico, svuota costantemente i Piani strategici elaborati dalle Amministrazione locali rimettendoli sempre in discussione.

Il recente PUMS (Piano Urbano sulla Mobilità Sostenibile), adottato da una settimana fa riferimento ad uno scenario di 'reti per la mobilità' che, di fatto, dopo la comunicazione del Ministero delle Infrastrutture alla Società Autostrade sul progetto alternativo al Passante di Bologna, è rimesso fortemente in discussione con le risorse da investire non solo sul tracciato principale, ma anche sulle opere stradali accessorie.

La politica è chiamata ad un atto di grande responsabilità nei confronti dei cittadini e delle imprese. 

La situazione attuale, di continui cambi di direzione, non limita solo la capacità di competizione del nostro territorio, ma stride con l'emergenza ambientale più volte attenzionata dalla stessa politica con provvedimenti molto discutibili, come quello che si intendeva adottare nei confronti degli Euro 4 diesel.

Si discute di inquinamento dell'aria e non si interviene sulle reti viarie e su quelle del trasporto pubblico. Una vera e propria contraddizione che rischia di avere conseguenze negative per cittadini e imprese: una forte compressione del diritto alla mobilità e all'accessibilità dei luoghi della città a seguito di misure che introducono nuovi divieti di circolazione.

Perdendo infatti la dimensione strategica complessiva rischiano di essere adottati solo i provvedimenti di limitazione e di mobilità sostenibile che però, lo sappiamo bene, non agevolano la vita delle persone e degli imprenditori.

Enrico Postacchini 
Presidente Confcommercio Ascom Bologna



 
 

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