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Il turismo a Bologna: i dati del consuntivo 2009 e una previsione per il 2010.

Gli Hotel bolognesi hanno registrato nel 2009, rispetto al 2008, un calo nella percentuale di occupazione delle proprie camere pari al 7,5% con un RevPar (fatturato generato per ciascuna camera disponibile al giorno) che è passato da 53,70 euro a 43, 30 euro pari quindi al -19,30%.

"Il RevPAR è il parametro più significativo per stimare il fatturato di un'impresa alberghiera - sottolinea il Presidente di Federalberghi Celso De Scrilli - questo significa che un ipotetico albergo di 100 camere ha registrato un fatturato nel 2008 pari a 1.960.000 euro e nel 2009 di 1.580.000 euro con una perdita netta di 380.000 euro".
"Le cause principali, oltre ad essere legate inevitabilmente alla congiuntura economica sfavorevole a livello internazionale che ci accompagna da un paio d'anni - prosegue il Dr. De Scrilli - sono da ricondurre alla pressoché assente cabina di regia che negli ultimi cinque anni ha fatto del turismo bolognese la "cenerentola" delle politiche economiche cittadine. Colpevole in ciò anche una politica di rilascio delle licenze quanto meno discutibile in un mercato ormai saturo. Continuare ad investire nella progettazione d'aree urbane che prevedano al proprio interno vincoli di edificazione di nuovi alberghi anziché procedere alla concessione di cambi di destinazione d'uso, significa continuare ad operare privi di razionalità".
"Essendo il settore alberghiero labor-intensive - prosegue il numero uno di Federalberghi - tale andamento negativo si traduce in riduzione di forza lavoro con conseguente rischio di perdita di professionalità. Il problema è in parte mitigato grazie alla cassa integrazione in deroga tuttavia resta un tema assai delicato e da affrontare con serietà e lungimiranza".

"Nel 2009 non si è invertita la rotta - sottolinea il Presidente di Ascom Enrico Postacchini - solo il turismo estero ha continuato a mantenere un sia pur debole trend positivo, dato questo fortemente a rischio per via della possibile contrazione legata all'andamento economico internazionale. Per tali motivi la nostra Associazione in stretta sinergia con Federalberghi sta  continuando a lavorare alla predisposizione di progetti ed attività concrete e realizzabili per lo sviluppo dell'economia in città.
Uno degli elementi positivi è l'andamento turistico del Corno alle Scale che, dopo esser riuscito ad arginare un'emergenza che tra la fine del 2007 ed i primi mesi del 2008 rischiava di trascinare nel baratro storiche ed importanti attività economiche, pare oggi accrescere e consolidare i propri risultati".

"La necessità - afferma il Presidente di Ascom Enrico Postacchini - è di continuare a trasferire i buoni dati, in questo caso quello invernale registrato dal Corno, anche alla stagione estiva e magari durante tutto il corso di questo nuovo anno 2010. Il turismo deve essere un ottimo volano per l'intera economia al consumo e, proprio per tale motivo, Ascom sempre più fortemente investe e collabora in tale settore. Il turista - conclude il Presidente -  consuma e spende nel territorio al pari di un qualsiasi cittadino".
 
"Nota negativa per buona parte del 2009 - ricorda il presidente De Scrilli - rimane la mancanza d'organizzazione d'eventi di forte richiamo e la debolezza di investimenti e di promozione in ambito comunicativo. Possiamo invece dirci soddisfatti - prosegue De Scrilli - del capodanno bolognese. I festeggiamenti organizzati dal Comune sono stati un esempio di come, là dove vi è la volontà di stringere sinergie e collaborazioni, i risultati si ottengono".

Tuttavia per quanto concerna la previsione 2010, le proiezioni non sono confortanti. Alla già denunciata crisi del settore turistico bolognese legata al tristemente noto fenomeno dell'overbuilding, alla perdita di competitività a vantaggio di altre destinazioni e alla mancanza di una politica di promozione e comunicazione sofferta negli anni passati, s'aggiunge la drammatica emergenza in cui versa l'economia reale che nel 2010 si presume continui a persistere.
Tale andamento non può che ripercuotersi in una contrazione dei consumi che, nello specifico del comparto turistico bolognese ancora prevalentemente legato ad un tipo d'incoming business, si traduce in tagli da parte delle imprese negli investimenti in viaggi d'affari, nelle trasferte, nelle fiere.

"Come già ampliamente esposto - conclude il Presidente Postacchini  - occorre proseguire in questo cammino avviato di superamento delle divisioni politiche per il rilancio della città, occorre che i singoli soggetti abdichino da inutili atteggiamenti incentrati sul personalismo. Continuiamo a fare il nostro appello affinché si crei un solo tavolo per affrontare e superare positivamente non solo la problematica del turismo ma tutte le svariate emergenze bolognesi legate al commercio, al degrado, alla viabilità ed alla micro criminalità". 

"In questo contesto Ascom Bologna e Federalberghi - afferma il Direttore Generale di Ascom Giancarlo Tonelli - si faranno carico attraverso l'attività della loro Società, Bologna Incoming, di sviluppare un intervento ancora più forte da parte dei privati sia nell'ambito della promozione che della commercializzazione, valorizzando, coordinando e sviluppando il lavoro che albergatori, ristoratori, agenzie di viaggio, guide d'arte e commercianti insieme sapranno fare per accrescere l'immagine turistica della città di Bologna e della sua provincia e promuovere pacchetti turistici altamente qualificati nell'offerta e ancora più competitivi nel prezzo".