La serrata delle farmacie: i perché del nostro NO
Ascomfarma (Associazione di titolari di farmacia) sta seguendo da sempre con grande attenzione e preoccupazione l'evolversi dei provvedimenti governativi che negli ultimi anni hanno interessato il mondo della distribuzione al pubblico dei farmaci: in particolare si trova oggi a dover dichiarare la propria posizione negativa sulla serrata programmata da Federfarma per giovedì 26 luglio.
Non condividiamo né il momento scelto per l'agitazione (in piena crisi economica per famiglie ed imprese) né la motivazione (l'ulteriore imposizione di sacrifici per le farmacie): riteniamo che oggi sia prioritario stringere sempre più il rapporto di servizio con i nostri concittadini, facendoci carico di un momento di grande difficoltà per tutti; le iniziative della categoria vanno sviluppate nei confronti del Governo con proposte di servizio finalmente unitarie ed innovative prendendo spunto da situazioni simili in campo europeo.
E' assolutamente incontestabile il grave logoramento dei margini di gestione delle farmacie verificatisi negli ultimi 5/7 anni (incessante contrazione dei prezzi, imposizione ripetuta di sconti al SSN, sottrazione di vendite da parte delle Asl che provvedono direttamente alla distribuzione di tutti i preparati innovativi, continue sovrapposizioni di adempimenti di controllo sempre più gravosi, ecc.) ed è altrettanto pacifico che le recenti misure del Governo (aumento del numero degli esercizi e sempre maggiori spazi concessi alle parafarmacie) renderanno le farmacie (in particolare quelle di minor dimensione economica) molto fragili, al punto di creare problemi al mantenimento del livello di servizio finora garantito ed alla loro stessa sopravvivenza.
A tutto ciò si è aggiunto in questi giorni l'iniziativa governativa della spending review che dispone ulteriori penalizzazioni per la distribuzione dei farmaci al pubblico: questo settore di spesa, unico nel campo della sanità, gestito con la assoluta trasparenza e controllo nei limiti di spesa assegnati via via ridottisi nel corso degli anni, viene oggi ulteriormente penalizzato sottraendogli importanti finanziamenti (da girare a settori che invece spendono senza controlli efficaci ben oltre i finanziamenti assegnati ) ed imponendo ulteriori aggravi economici alle farmacie.
Riteniamo che comunque la situazione descritta vada contestualizzata al momento assolutamente grave che l'Italia e gli Italiani stanno attraversando, adeguando a questa le giuste critiche che la nostra categoria muove al Governo, ma astenendoci dal procurare disservizi e disagi ai cittadini ai quali invece dobbiamo rivolgerci per coinvolgerli nel mantenimento dei servizi a loro destinati.